Comunicati stampa

Data:

23 ottobre 2026

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WMF 2026: la manifattura del futuro si costruisce con talenti diversi, competenze e tecnologie centrate sulla persona

Milano, 23 ottobre 2026 – Si è conclusa oggi a Milano la 14ª edizione del World Manufacturing Forum, l'evento internazionale promosso dalla World Manufacturing Foundation, dal titolo "Navigating the Future of Manufacturing: Trends Compass & Technology Radars". Nelle due giornate a Palazzo Mezzanotte il Forum ha registrato oltre 1.200 presenze tra rappresentanti di imprese, istituzioni, università e organizzazioni internazionali, provenienti da 48 Paesi, in un confronto dedicato ai temi tecnici e strategici che stanno ridisegnando l'industria globale.

IN APERTURA, LE DONNE AL TIMONE DELLA MANIFATTURA: i lavori si sono aperti con l'intervento speciale del Gruppo SPRI, "Women at the Manufacturing Helm: Leadership for Growth and Prosperity", affidato a Cristina Oyón, Vicedirettore Generale del Gruppo SPRI (Spagna). Dal 2020 il Gruppo SPRI e la World Manufacturing Foundation, con il gruppo di esperti Women in Manufacturing, promuovono a livello globale dialogo e azione per una maggiore partecipazione, leadership e inclusione delle donne nei settori manifatturieri. L'intervento ha fatto il punto su progressi, sfide e nuove opportunità per rafforzare la diversità di genere in un comparto in piena trasformazione tecnologica e organizzativa, ribadendo il valore dei talenti diversi per innovazione, resilienza e competitività e presentando raccomandazioni per accelerare la crescita e la leadership delle donne nella manifattura mondiale.

LO SGUARDO GLOBALE: gli interventi speciali successivi hanno ampliato la prospettiva. Duck Young Kim, Direttore della Factory Intelligence Laboratory di POSTECH (Corea del Sud), ha illustrato le tendenze dell'innovazione manifatturiera in Corea del Sud e nell'Asia orientale, dove tecnologie di Industria 4.0 e 5.0, sostenibilità e sistemi produttivi centrati sulla persona procedono insieme. Rafik Feki, rappresentante UNIDO e Presidente dell'Alleanza per l'Industria 4.0 e lo Smart Manufacturing in Africa (AISMA), ha presentato il potenziale del continente africano come prossima frontiera della manifattura intelligente, con un mercato continentale di oltre 1,3 miliardi di persone creato dall'AfCFTA.

SUL FRONTE DELLE PERSONE: il panel dedicato alle competenze, con Johan Stahre (Chalmers University of Technology, Svezia), ha affrontato l'anticipazione dei cambiamenti tecnologici e le strategie di reskilling e upskilling, per percorsi inclusivi e accessibili a tutte le regioni, generazioni e fasce demografiche. Il confronto sui dispositivi indossabili e le tecnologie human-centred, con Malgorzata Koszalkowska (Volvo Group, Svezia), ha messo al centro smart glasses, esoscheletri, sensori biometrici e realtà aumentata come strumenti per aumentare produttività, sicurezza e benessere dei lavoratori.

SUL FRONTE DEI DATI E DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE: il panel su analisi dei dati industriali, digital twin e simulazione, con Dominik Rohrmus (Siemens e Labs Network Industrie 4.0, Germania) e John Dyck (CESMII, USA), ha esplorato il passaggio verso una gestione proattiva delle operazioni. Il dibattito sull'AI agentica, con Evgeny Kharlamov (Bosch Center for Artificial Intelligence, Germania) e Jeff Winter (Belden, USA), ha affrontato il ruolo di agenti autonomi che passano da strumento di supporto ad attori della creazione di valore. Il panel su Physical AI e robotica umanoide, con Noriko Suzuki (IBM Institute for Business Value, Giappone), ha discusso le applicazioni nella logistica, nell'assemblaggio, nell'ispezione e nella manutenzione e il futuro della collaborazione uomo-robot.

LE POLITICHE INDUSTRIALI: il panel "Industrial Policy for Future-Ready Manufacturing Value Chains", sostenuto da Regione Lombardia, ha riunito istituzioni, imprese e organizzazioni internazionali di Lombardia, Catalogna, Baviera e Germania. Al centro la competitività del manifatturiero europeo, stretto tra costi energetici elevati, oneri regolatori crescenti e la concorrenza sempre più aggressiva. Si è discusso di quali cambiamenti di policy possano fare davvero la differenza e di dove l’UE debba correggere la rotta, anziché limitarsi a chiedere alle imprese di adattarsi a regole invariate. Spazio anche al nodo della crescita, su come trasformare occupazione e sviluppo economico in produttività e investimenti, e a quello dell’autonomia strategica, rispetto alla scelta di quali tecnologie mantenere in Europa.

LA CHIUSURA: la giornata si è conclusa con la cerimonia di firma dei protocolli d'intesa tra la World Manufacturing Foundation e i partner, seguita dai saluti di Diego Andreis, Marco Taisch e David Romero.

Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo Economico, Regione Lombardia: «Il World Manufacturing Forum è un appuntamento fondamentale per condividere esperienze, confrontarsi sulle trasformazioni tecnologiche e costruire insieme il futuro della manifattura. Le nostre imprese hanno dimostrato di saper innovare, investire e competere, ma non possiamo continuare a chiedere loro di affrontare le sfide globali con regole che le penalizzano rispetto ai concorrenti internazionali. L'Europa deve cambiare approccio, mettere al centro la competitività industriale e garantire la neutralità tecnologica. Come Lombardia abbiamo scelto di costruire alleanze con le altre grandi regioni manifatturiere europee per portare una voce comune nelle sedi decisionali. Il confronto con Baviera e Catalogna va proprio in questa direzione: partire dalle esigenze concrete dei territori produttivi per contribuire a cambiare le politiche europee. Perché senza un'industria forte non ci sono lavoro, crescita e futuro».

Giuseppe Pasini, Presidente, Confindustria Lombardia: «In una fase complessa come quella attuale per Confindustria Lombardia è fondamentale la collaborazione tra regioni e sistemi produttivi affini. Per questo motivo, il confronto avvenuto oggi al WMF nell’ambito del panel “Industrial Policy for Future-Ready Manufacturing Value Chains” tra Regione, Confindustria Lombardia e istituzioni e rappresentanti delle imprese spagnole e tedesche, è un segnale importante nell’ottica di una ulteriore integrazione delle filiere produttive, oltre che con l’obiettivo di fare massa critica al fine di affrontare in maniera coordinata sfide e priorità comuni».

Diego Andreis, Presidente, World Manufacturing Foundation: “Con 48 nazionalità rappresentate, oltre 1.200 presenze complessive nelle due giornate, di cui il 62% provenienti dalle imprese, e 50 speaker internazionali, il Forum conferma il valore di un confronto capace di unire competenze e prospettive diverse per interpretare le trasformazioni tecnologiche e orientare le scelte di imprese e Paesi in un settore così strategico per il futuro. L’appuntamento è al 2027 per la quindicesima edizione, con l’ambizione di ampliare ulteriormente questo dialogo e portare al Forum le visioni dei grandi protagonisti dell’innovazione nella manifattura a livello mondiale».

Marco Taisch, Scientific Chairman, World Manufacturing Foundation: «Lo sviluppo industriale è un investimento nella pace. Se c'è sviluppo industriale, c'è lavoro. Se c'è lavoro, ci sono benessere e serenità. Se ci sono benessere e serenità, ci sono le condizioni perché la pace possa durare. Credo che questo sia il grande messaggio che emerge dal WMF 2026: la consapevolezza che lo sviluppo del manifatturiero non rappresenti soltanto un motore di crescita economica e di progresso tecnologico, ma possa essere anche uno straordinario strumento di diplomazia, cooperazione e costruzione della pace. L'industria, infatti, non si limita a produrre beni, tecnologie e valore economico: produce opportunità, genera competenze, restituisce prospettive alle persone, contribuisce a costruire comunità più solide e resilienti. Con l'industria si creano occasioni di lavoro dignitoso, si alimentano la fiducia nel futuro, l'inclusione sociale e la stabilità. Con l'industria le persone possono costruire il proprio domani e si riducono le condizioni di incertezza che troppo spesso alimentano i conflitti. È in questa prospettiva che un evento come il WMF va oltre i confini dell'economia e della ricerca accademica: diventa una leva di dialogo tra Paesi, un terreno sul quale costruire interessi condivisi e una responsabilità collettiva nei confronti delle future generazioni. È la missione del Forum.»