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WMF 2026: la competitività della manifattura si gioca sulla capacità di anticipare il cambiamento

Milano, 22 ottobre 2026 – Si è aperta oggi a Milano, la 14ªedizione del World Manufacturing Forum, l’evento internazionale promossodalla World Manufacturing Foundation dedicato alle principalitrasformazioni che stanno ridisegnando il futuro della manifattura, dal titolo:“Navigating the Future of Manufacturing: Trends Compass & TechnologyRadars”. A Palazzo Mezzanotte si sono dati appuntamento espertiinternazionali di politica strategica, leader industriali, ricercatoriaccademici e innovatori tecnologici per supportare la comunità manifatturieraglobale nell'orientamento tra tendenze emergenti e opportunità tecnologiche. Ladue giorni vede la partecipazione di 400 aziende, 50 speaker internazionalie 10 filiere produttive, in un confronto che vede 48 nazionalità rappresentate.

Al centro di questa prima giornata la presentazione del WorldManufacturing Report 2026. In un contesto in cui tensioni geopolitiche,cambiamento climatico, dinamiche demografiche e rapida diffusionedell’intelligenza artificiale si intrecciano, le imprese non possono piùaffidarsi a un’unica previsione del futuro. Hanno bisogno di strumenti perleggere il cambiamento in modo continuo e per decidere dove intervenire perprimi.

Il Report ne propone due. La Bussola dei Trend mappa le forze geopolitiche, economiche, sociali, tecnologiche, normative e ambientali che stanno orientando catene di fornitura e sistemi produttivi. I Radar Tecnologici valutano cinque famiglie tecnologiche (wearable device e tecnologie centrate sulla persona; analisi dei dati industriali; digital twin, realtà aumentata e metaversi industriali; l’intelligenza artificiale agentica e cognitiva; robotica umanoide) secondo quattro dimensioni: prontezza industriale, impatto strategico, stadio attuale di adozione e tempo previsto per la diffusione di massa.

sul fronte dei Trend:il dato principale è che resilienza, sostenibilità e centralità dellapersona non possono più essere trattate come una risposta alle crisi nécome obiettivi discrezionali: devono diventare fattori alla base di ogniprogetto di reti, stabilimenti e tecnologie, e vanno considerate prima chequesti vengano definiti. Sul piano della resilienza, il Report invita leimprese a conoscere le proprie dipendenze critiche anche oltre il primo livellodi fornitura, dove si origina una parte rilevante delle interruzioni, e acostruire flessibilità negli impianti e nei prodotti. Sul piano dellasostenibilità, indica nella manifattura circolare e nella condivisionedi dati interoperabili lungo il ciclo di vita, a partire dai passaportidigitali di prodotto, la strada per ridurre l’uso di risorse vergini. Sul pianodella persona, richiama la carenza di competenze, indicata dal World EconomicForum come principale ostacolo alla trasformazione in 52 delle 55 economieesaminate, e la necessità di mantenere un’effettiva supervisione umana suisistemi automatizzati.

dall’analisi dei Radaremerge un risultato trasversale: la maturità tecnologica non si traduceautomaticamente in adozione industriale. Gli ostacoli maggiori si collocanosempre più nelle interfacce tra tecnologia, dati, organizzazione e persone, enella governance necessaria per adottare le innovazioni in condizioni difiducia. Il percorso indicato è per questo graduale: scalare le tecnologieche già generano valore, sperimentare e validare con progetti pilota quelleemergenti, costruire i dati, gli standard e le competenze di cui tutte hannobisogno.

Dal Report emerge che oltre il 60% dei dirigenti del settore manifatturiero prevede di adottare agenti di intelligenza artificiale entro due anni, ma meno del 20% lo ha già fatto. Una nota di attenzione viene dall’analisi di Gartner (Società internazionale di consulenza e ricerca in ambito IT) che stima in oltre il 40%i progetti agentici passibili di cancellazione entro la fine del 2027 per costi crescenti o apporto di poco valore aggiunto. Sul versante della robotica umanoide, il mercato è entrato nella prima fase di commercializzazione, con stime comprese tra 13.300 e 16.000 unità nel 2025, per oltre l’80% in Cina, che verranno impiegate maggiormente negli ambienti produttivi esistenti più che in nuovi impianti completamente automatizzati.

Il Report si chiude con dieci raccomandazioni rivolte a imprese e istituzioni. Le prime cinque riguardano l’uso della Bussola dei Trend: osservare in modo sistematico l’ambiente esterno, coinvolgere stakeholder diversi nell’interpretazione dei trend, attribuire le priorità in coerenza con la strategia, tradurre i trend in iniziative con obiettivi e risorse ben definiti e rivedere periodicamente la Bussola. Le altre cinque riguardano il Radar Tecnologico: monitorare con continuità le tecnologie emergenti, classificarle per l’incidenza di valore sulla produzione e prontezza nell’adozione, validarle con sperimentazioni e progetti pilota, istituire una governance tecnologica trasversale con responsabilità chiare e supervisione umana, e aggiornare il Radar con regolarità.

Giuseppe Pasini, Presidente, Confindustria Lombardia: «Innovazione, alta diversificazione produttiva, propensione globale, centralità dei territori, collaborazione macroregionale: tutti questi elementi rendono la Lombardia – che in questi giorni ospita da protagonista il World Manufacturing Forum – il luogo ideale per diventare la piattaforma manifatturiera del futuro attraverso il proprio modello di sviluppo. Un modello che, per affrontare e vincere le sfide del presente e del futuro, necessita di una serie di leve strategiche di contesto: mix energetico a costi sostenibili, autonomia nella gestione dei fondi di coesione per valorizzare territori e filiere, accesso alle materie prime critiche, regole omogenee con i competitors internazionali, IA e tecnologie d’avanguardia. Confindustria Lombardia, con responsabilità e senso del dovere, offre una visione di futuro che mette l’industria al centro: se vogliamo evitare la deindustrializzazione forzata del continente europeo non c’è più tempo da perdere!” 

Diego Andreis, Presidente della World Manufacturing Foundation: «Il World Manufacturing Forum evolve verso un modello sempre più internazionale, mettendo in dialogo Paesi con storie industriali e prospettive di sviluppo differenti. In un contesto di rapida trasformazione tecnologica e grandi incertezze, la sfida è saper distinguere i cambiamenti strutturali dal clamore dell’innovazione, comprenderne le reali implicazioni e tradurli in scelte industriali consapevoli. Il Forum offre proprio questa bussola: uno spazio di confronto globale per orientare il futuro della manifattura e costruire nuove opportunità di cooperazione».

Attilio Fontana, Presidente Regione Lombardia: «La Lombardia è la prima regione manifatturiera d’Europa e vuole continuare a esserlo investendo in innovazione, competenze e attrattività. Vogliamo rendere l’intelligenza artificiale e le tecnologie emergenti strumenti concreti al servizio delle imprese, in particolare delle PMI. Con le Zone di Innovazione e Sviluppo mettiamo in rete ricerca, formazione, infrastrutture e investimenti, valorizzando le specializzazioni dei territori e rendendo l’ecosistema lombardo sempre più aperto e competitivo, capace di attrarre capitali e talenti e di accompagnare le filiere verso una crescita più solida, innovativa e sostenibile”. Queste le parole del Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana che aggiunge: “Abbiamo accolto con grande favore la disponibilità recentemente manifestata dal Governo di estendere la Zona Economica Speciale anche al Nord. Non vediamo l’ora di rendere operativa questa iniziativa che, siamo certi, permetterà alla Lombardia di correre ancora più veloce.»

Donatella Sciuto, Rettrice, Politecnico di Milano: «Il World Manufacturing Forum rappresenta un’occasione importante di confronto tra imprese, università e istituzioni su una delle sfide decisive per il futuro: orientare la trasformazione della manifattura in una fase di grande complessità tecnologica, industriale e sociale. Il futuro non si naviga seguendo una sola rotta: richiede la capacità di leggere segnali diversi, connettere competenze, costruire alleanze. È in questa prospettiva che il Politecnico di Milano intende dare il proprio contributo: integrando formazione, ricerca e innovazione, per trasformare le tecnologie in competitività industriale, sviluppo sostenibile e valore per il Paese.»

Marco Taisch, Scientific Chairman, World Manufacturing Foundation: «Il World Manufacturing Forum nasce per produrre analisi di scenario che istituzioni e imprese possano adottare immediatamente, nell’ambito delle loro decisioni operative. Il WMF Report 2026,condiviso in concomitanza con l’evento, ha precisamente questa funzione: fornire un metodo che aiuti a leggere l’incertezza del presente. I risultati che abbiamo illustrato dicono questo ai manager e ai policy maker: la tecnologia, da sola, non basta. Le barriere allo sviluppo si trovano nella gestione dei dati, negli assetti organizzativi, nelle carenze di aggiornamento degli operatori, nelle architetture di governance. È su questi piani che la politica industriale — europea, nazionale, regionale — dovrà concentrare le proprie risorse negli anni a venire. L’industria e la politica che sapranno anticipare i cambiamenti genereranno crescita duratura. Il WMF rappresenta, anno per anno, il luogo in cui quella capacità di anticipazione si costruisce. Ed è un onore per Milano, io credo, ospitare questo importante appuntamento.»

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