
Il Parlamento europeo ha approvato ieri il trattato di libero scambio con il Canada (CETA), con 408 voti a favore, 254 contrari e 33 astenuti.
L’iter prevede ora che il Parlamento europeo invii una notifica a quello canadese, che procederà a sua volta con la ratifica. L’accordo sarà poi applicato in via provvisoria, presumibilmente da aprile 2017.
Con l’entrata in vigore provvisoria verranno eliminate immediatamente le barriere tariffarie e non tariffarie. Per l’entrata in vigore definitiva dell’Accordo occorrerà invece la ratifica da parte di tutti i Parlamenti nazionali degli Stati membri.
Il proseguimento dell’iter dipenderà anche dalla sentenza della corte di giustizia UE che si dovrà pronunciare sul trattato UE-Singapore.
La sentenza, attesa in primavera, dovrebbe stabilire se un trattato simile rientra nella "competenza esclusiva" europea o se, poiché tratta anche di investimenti e di accesso al mercato dei servizi, va qualificato come "misto" necessitando, pertanto, dell'approvazione dei parlamenti nazionali e di alcuni regionali.
Con la piena applicazione, il CETA eliminerebbe i dazi sulla maggior parte dei beni e dei servizi e consentirebbe il mutuo riconoscimento della certificazione per una vasta gamma di prodotti.
L’accordo prevede inoltre che il Canada apra il mercato degli appalti pubblici federali e municipali alle imprese europee (per il Canada il mercato europeo è già accessibile). I fornitori europei di servizi quali trasporto marittimo, telecomunicazioni, ingegneria, servizi ambientali e contabilità avrebbero accesso al mercato canadese
Durante i negoziati, l'UE ha garantito la protezione di oltre 140 indicazioni geografiche europee per cibo e bevande venduti sul mercato canadese. Sono state inoltre incluse clausole per uno sviluppo sostenibile, per salvaguardare gli standard ambientali e sociali e garantire che il commercio e gli investimenti le incrementino.